Com’è triste Venezia

25 giugno 2012 0 Di Massimo Nichetti

Com’è triste Venezia…

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Ho passato una stupenda giornata in quel di Venezia per un tour fotografico by: Fotoitinerari. Organizzato alla perfezione nei tempi, nella logistica e in più il bel tempo ha fatto la sua parte. Una giornata talmente intensa e senza “pause” che mia ha fatto vedere quanto questa città sia ormai in preda ad un ciclo di vita tutto suo. A mio parere è totalmente al di fuori della realtà italiana contemporanea e anche futura (io credo). Tutto sembra è li apposta, incastonato nei vicoli e canali. I balconi perfetti e pieni di vasi fioriti, le gondole sempre in prima vista e tirate a lucido, i monumenti cannibalizzati da file infinite di turisti stranieri per lo più asiatici. Fin qui nulla di nuovo, presumo che in una citta turistica sia la prassi, ma se provi a fare l’italiano e non il turista arrivano le prime perplessità. Sì perché quando provi ad avere un dialogo con un’esercente (non ho visto abitanti, ci sono?) ricevi risposte a monosillabi alle quali ti appendi in attesa che finiscano lunghissime telefonate in dialetto veneto.

Turisti per caso @alexram79

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Per non parlare poi dei gondolieri, i più famosi rematori italiani al mondo, provate a chiedere anche solo una semplice indicazione stradale ed è finita. Io mi sono lanciato e ho chiesto quale sia il significato della maglia a righe orizzontali bianche e blu (o rosse) che TUTTI indossano e la risposta è stata: “Son drio lavorare! I ghe se anche camice bianche e i colori ogni gondoliere sceglie quello che vuole, va ben?“. Non mi sono arreso e ho voluto insistere, ho cambiato gondoliere che invece ha risposto: “Non sono un gondoliere, non deve chiedere a me!“. Notare che stava su una gondola ed era vestito a righe come tutti gli altri.

Il mio non è un giudizio negativo, anzi probabilmente sono io sfortunato ad aver incrociato i veneziani sbagliati, però un paio di consigli vorrei darli a chi da italiano ha intenzione di sbarcare in quel di Venezia:

  1. Riprendete il traghetto e andate a Burano o Murano. Meno turisti, più colore e qualche vero abitante potreste trovarlo.
  2. Conoscete qualcuno che lavora o abita in città? Se SI attaccatevi a lui come una sanguisuga che come minimo la visita vi costerà la metà. Se non avete agganci fidati allora tornate al punto (1)

C’è forse un mercato sommerso delle panchine, perchè non se ne trovano. In 14 chilometri percorsi a piedi ne ho trovate solo un paio qui -> google map (si intravedono dietro l’albero)